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Progetti finanziabili

Il Dipartimento è impegnato in molteplici progetti di ricerca. In questa pagina sono elencati i progetti finanziabili. I soggetti interessati possono contribuire alla realizzazione del progetto mediante il seguente modulo: Contributo finalizzato alla ricerca
Per informazioni e chiarimenti: dott.ssa Raffaella Rita de Angelis, NIC 3, primo piano, stanza 107, Largo Brambilla, 3 - 50134 Firenze - tel 055/2751869


Titolo del Progetto: Registro prospettico impatto clinico delle terapie innovative nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica.

Responsabile scientifico: Prof. Iacopo Olivotto

Sintesi del progetto: La cardiomiopatia ipertrofica (CMI) è una patologia primitiva del miocardio, caratterizzata dall'aumento dello spessore delle pareti cardiache in assenza di cause emodinamiche. La CMI è stata alungo una patologia orfana di trattamenti di precisione. Finoa ad oggi non abbiamo avuto terapie in grado di agire sui principali bersagli molecolari della malattia, nè modificare la storia naturale del processo miopatico cardiaco. Recentemente sono emerse terapie innovative e molto promettenti per il trattamento della CMI, con un meccanismo di azione specifico per questa tipologia. Obbiettivo del progetto è di implementare un registro nazionale finalizzato alla raccolta prospettica di datidel mondo reale di pazienti con CMI trattati con terapie innovative specifiche per la patologia. La partecipazione al registro è aperta a tutti i centri, universitari o ospedalieri, che seguano pazienti con CMI. La durata prevista del progetto è di 4 anni.

 

Titolo del Progetto: Studio della epidemiologia della amiloidosi e impatto delle nuove terapie specifiche

Responsabile scientifico: Prof. Francesco Cappelli

Sintesi del progetto: L’amiloidosi rappresenta un gruppo di patologie, acquisite o ereditarie, caratterizzate dalla deposizione extracellulare di proteine fibrillari insolubili con conseguente alterazione dell’architettura e della funzione dei tessuti coinvolti. Il cuore rappresenta uno dei principali organi bersaglio; il coinvolgimento cardiaco può essere riconducibile a due forme eziologiche distinte: l’amiloidosi AL,  forma sistemica non ereditaria, secondaria alla presenza di cloni plasmacellulari midollari che producono catene leggere libere circolanti delle immunoglobuline responsabili dei depositi fibrillari e la amiloidosi da transtiretina (TTR) una proteina prodotta dal fegato che trasporta nel sangue il retinolo e gli ormoni tiroidei. L’incidenza della patologia e’ in crescita negli ultimi anni ma la sua prevalenza e’ tutt’ora sconosciuta. Lo scopo di questo progetto e’ quello di valutare l’incidenza e la prevalenza di questa malattia nelle sue tre forme principali e l’impatto in un setting real world dei farmaci specifici recentemente entrati in commercio.

Pubblicato il 30/11/2023

 

Titolo del Progetto: Valutazione della risposta Immunitaria anti-agalsidasi per la terapia enzimatica sostitutiva della Malattia di Anderson-Fabry.

 Responsabile Scientifico: Dott.ssa Alessandra Vultaggio

 Sintesi del Progetto: La Malattia di Anderson-Fabry è una patologia caratterizzata all’accumulo di glicosfingolipidi, in particolare globotriaosilceramide (Gb3), nei tessuti viscerali e nell’endotelio vascolare di tutto l’organismo, con danni a livello renale, cardiaco e del sistema nervoso centrale tali da compromettere qualità e aspettativa di vita dei pazienti. La patologia è dovuta alla carenza dell’enzima alfa-galattosidasi e prevede il trattamento a scopo sostitutivo con l’enzima agalsidasi alfa e beta. E’ ormai definito da tempo come l’immunogenicità rappresenti una delle principali cause di perdita di efficacia dei farmaci biologici. Alcuni dati sono disponibili anche relativamente alle terapie enzimatiche sostitutive. Al momento attuale non è possibile stabilire la probabilità che un paziente affetto da Malattia di Anderson-Fabry sviluppi risposta immunitaria nei confronti di tali farmaci, evidenziabile tramite la presenza di anticorpi anti-farmaco (anti drug antibidies –ADA). E’ per tale motivo che risulta di primaria importanza un progetto che sia rivolto a valutare l’incidenza degli ADA nei pazienti affetti da Malattia di Anderson-Fabry definendone le conseguenze cliniche ad essi associate. In particolare, il progetto è finalizzato a:

-Valutare l’incidenza della sensibilizzazione nei confronti degli enzimi agalsidasi alfa e beta in pazienti in trattamento con ERT.

-Correlare la produzione di ADA con la perdita di efficacia della terapia ERT mediante applicazione dello score FASTEX.

- Correlare produzione di ADA con livelli sierici di Lyso GB3

- Correlare la produzione di ADA con insorgenza di eventi avversi infusionali

- Correlazione tra produzione di ADA e mutazione genetica nota dei pazienti.

Il progetto rappresenterà uno studio retrospettivo, multicentrico, no profit, coinvolgente Centri italiani con specifica competenza nelle terapie con ERT. Saranno arruolati pazienti adulti affetti da Malattia di Anderson-Fabry in trattamento enzimatico sostitutivo con agalsidasi alfa e beta. 

Pubblicato il 17/10/2023

 

 

Titolo del progetto: Sviluppo di artrite psoriasica in pazienti con diversi fenotipi di psoriasi cutanea: ricerca di fattori prognostici predittivi di sviluppo di artrite in pazienti con psoriasi

Responsabile scientifico: Prof.ssa Serena Guiducci

Descrizione del progetto: L'artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica che presenta un importante coinvolgimento articolare e periarticolare frequentemente associata ad un interessamento cutaneo che ne condiziona la gestione e la prognosi. Al fine di approfondire il rischio di sviluppo della artrite psoriasica nei pazienti affetti da psoriasi cutanea del cui progetto dal titolo "Sviluppo di artrite psoriasica in pazienti copn diversi fenotipi di psoriasi cutanea: ricerca di fattori prognostici predittivi di sviluppo di artrite in pazienti con psoriasi" è responsabile la Prof.ssa Serena Guiducci, viene richiesta la disponibilità a finanziare un bando per un assegno di ricerca della durata di dodici mesi e dell'importo di euro 23.890,00 per un laureato in Medicina e Chirurgia, con specializzazione in Reumatologia, che svolgerà la propria attività presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica.

Ulteriori informazioni: Chi fosse interessato può contribuire alla realizzazione del progetto entro il 30 novembre 2023 mediante donazione.

Pubblicato il 17/10/2023

 

Titolo del progetto: tecniche di ottimizzazione non invasive per l’identificazione di fattori di risposta alla CRT in pazienti con insufficienza cardiaca cronica a frazione di eiezione ridotta

 Responsabile scientifico: Prof. Iacopo Olivotto

L’insufficienza cardiaca cronica (HF) con frazione di eiezione ridotta è associata ad un incremento significativo di morbidità e di mortalità, nonostante la moderna terapia medica ottimale. La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) in combinazione con il defibrillatore si è dimostrata efficace nell’arrestare o invertire la progressione dello scompenso con significativi benefici clinici in pazienti selezionati con insufficienza cardiaca (HF), grave disfunzione del ventricolo sinistro e complesso QRS largo con morfologia da blocco di branca sinistro (BBS). Tuttavia, nonostante gli incoraggianti risultati ottenuti tramite questa terapia, fino ad un terzo dei pazienti con scompenso cardiaco avanzato non mostra un risultato positivo alla CRT. Lo scopo di questo progetto di studio è pertanto l’individualizzazione di eventuali fattori di risposta alla CRT sia in fase preprocedurale che postprocedurale attraverso l’uso di tecniche di ottimizzazione non invasive (ecocardiografia ed elettrocardiografia, algoritmi device-based per il timing AV-VV, stimolazione multipoint e loro combinazione).
Il contributo offerto servirà a finanziare una borsa/assegno di ricerca per portare avanti il progetto per 12 mesi (o più in caso di maggiore disponibilità).

 

 

Titolo del progetto: Leishmaniosi in Toscana

Referente scientifico: Prof. Alessandro Bartoloni

Background: La leishmaniosi è una delle malattie trasmesse da vettori che si configura come un crescente e urgente problema di salute pubblica in tutto il mondo. I motivi di preoccupazione correlati a questa infezione sono da ricercare sia nei cambiamenti climatici (variazioni di temperatura e umidità), ai quali l’insetto vettore (il flebotomo) è estremamente sensibile, che ad altre perturbazioni ambientali di origine antropica (migrazioni, modifiche dell’ambiente e dell’uso del territorio, agricoltura intensiva, incremento dei viaggi e del commercio di animali, etc.). La leishmaniosi costituisce un esempio paradigmatico di come le interazioni tra agenti patogeni, ospiti e ambiente abbiamo un ruolo fondamentale nell’epidemiologia di alcune malattie. Per quanto riguarda la salute umana occorre considerare il crescente numero di persone immunocompromesse e il possibile maggior tributo, in termini di morbosità e mortalità dovuta a leishmaniosi, a carico di questa popolazione. La leishmaniosi risulta particolarmente temibile in quanto capace di determinare forme gravi e recidivanti nella popolazione immunocompromessa. La Toscana è ritenuta una regione endemica per Leishmania infantum, dove il ruolo di principale serbatoio è attribuito al cane. A partire dal 2020, è stato riportato in questa regione un sensibile e progressivo incremento dei casi nell’uomo anche se il burden attribuito a questa malattia è senz’altro sottostimato.

Descrizione del progetto: Il progetto prevede uno studio retrospettivo con la raccolta dei dati anagrafici, clinici e laboratoristici dei casi di leishmaniosi osservati nel periodo 2018-2023. L’area geografica di interesse può, dipendendo dalle risorse disponibili, coinvolgere l’area fiorentina, un’area più ampia, cioè quella definita come Azienda USL Toscana Centro (province di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia), o tutto il territorio regionale toscano. Per ogni caso verrà anche raccolta l’informazione sulla residenza o il presunto luogo dell’avvenuta infezione. Quest’ultima informazione permetterà di geolocalizzare la casistica e attraverso la modellistica geostatistica si potrà valutare l’esistenza di cluster di infezione, definire eventuali fattori geografici maggiormente legati alla comparsa dei casi. L’individuazione di aree a maggior rischio permetterà di considerare eventuali interventi preventivi specifici. Per il periodo di studio saranno raccolti anche dati sulle caratteristiche metereologiche/ambientali e sulla diffusione dei vettori.

Risultati attesi:  Andamento dell’incidenza annuale e stagionale dei casi di leishmaniosi osservati tra il 2018 ed il 2023; distribuzione/geolocalizzazione dei verosimili siti di infezione frequenza dei fattori di rischio presi in esame; durata in giorni dei segni e sintomi dall’inizio del trattamento (<5 giorni, 5-15 giorni, >15 giorni); schemi terapeutici utilizzati in prima linea e nelle recidive; latenza in giorni tra insorgenza dei sintomi e diagnosi; durata del ricovero; mortalità; frequenze delle recidive di malattia; costi previsti per DRG

Aggiornato il 9/11/2023

 

 

Titolo del progetto: Compatibilità tra impianti cocleari e risonanza magnetica. Come migliorare la qualità delle immagini  

Referente scientifico: Prof. Franco Trabalzini 

Sintesi del progetto: La compatibilità tra impianti cocleari e risonanza magnetica è uno dei problemi emergenti negli ultimi anni, sia per l’incremento del numero di pazienti sottoposti a tale intervento chirurgico, sia per la maggior accuratezza del follow-up di patologie che richiedono imaging seriati, dove diventa cruciale la possibilità di poter visualizzare determinate strutture cerebrali e dell'orecchio medio ed interno nonostante la presenza di un corpo elettromagnetico a livello della coclea e della squama del temporale.

Obiettivi del progetto: identificare quali variabili modificabili possono influire nel determinare forma e dimensioni del vuoto di segnale e della distorsione nelle risonanze magnetiche di pazienti portatori di impianto cocleare.

Risultati attesi: le diverse posizioni del magnete del dispositivo impiantabile, così come il diverso posizionamento della testa del paziente e diverse sequenze di acquisizione in RMN, possono influire sulla qualità delle immagini.

Innovatività della ricerca: riuscire a definire un protocollo che possa guidare sia il chirurgo nel posizionamento dell’impianto cocleare, sia il radiologo nell’acquisizione delle immagini in RMN in pazienti portatori di impianto cocleare.

Per lo sviluppo di tale progetto sarà necessaria la figura di un medico ricercatore specialista in otorinolaringoiatria con attività assistenziale per la durata di 12 mesi.

 

 

Titolo del progetto: L’introduzione delle nuove tecnologie di 3D-modeling e di realtà virtuale ed aumentata nel moderno training chirurgico
Referente scientifico: Prof. Lorenzo Masieri
Sintesi del progetto:  È in costante crescita l’attenzione rivolta all’utilizzo di nuove tecnologie e sistemi di realtà virtuale e aumentata, quali il 3D modeling e l’eye-tracking, mirate ad ottimizzare la performance chirurgica come strumento fondamentale sia del planning pre-operatorio sia del training. L’obiettivo del progetto è l’integrazione di tali tecnologie nella quotidiana pratica clinica e all’interno di percorsi formativi medico-chirurgici.
Obiettivi:  Sviluppo dei sistemi di 3D-modeling e 3D-printing per la riproduzione di modelli anatomici virtuali e/o reali; applicazione dei dispositivi con tecnologia eye-tracking in ambito chirurgico; modernizzazione  dei programmi di training chirurgici standardizzabili virtuali e/o reali per il raggiungimento di skills chirurgiche prestabilite; sviluppo di studi clinici volti ad integrare tali tecnologie di realtà virtuale ed aumentata all’interno della quotidiana pratica clinica; creazione di una rete di collaborazione tra università ed imprese mirata allo sviluppo tecnologico e al potenziamento delle infrastrutture di ricerca, del capitale e delle competenze di supporto all’innovazione stessa.
Risultati attesi: Creazione di modelli tridimensionali anatomici realistici utilizzabili nel planning preoperatorio e nel training chirurgico; definizione del ruolo dei sistemi di realtà virtuale ed aumentata all’interno dell’iter diagnostico-terapeutico del paziente; definizione di metodi e criteri di valutazione validi e oggettivi delle skills richieste ai nuovi chirurghi durante il percorso di formazione; creazione di programmi di training standardizzati sia nella valutazione delle skills sia nelle competenze da acquisire.
Innovatività della ricerca: Le tecnologie di realtà virtuale ed aumentata rappresentano una promettente area di ricerca e trovano oggigiorno spazio in diversi settori quali l’aviazione, le neuroscienze ed il marketing; tuttavia in ambito medico-chirurgico il loro utilizzo è ancora limitato nonostante le potenziali applicazioni. Il campo del training chirurgico costituisce uno spazio di crescente interesse con l’avanzare delle tecnologie oggigiorno a disposizione, che possono favorire il processo di standardizzazione e democratizzazione dell’apprendimento.
Per lo sviluppo di tale progetto sarà necessaria la figura di un medico ricercatore specialista in urologia con attività assistenziale per la durata di almeno 2 anni. 

 

Titolo del progetto: Parametri ecocardiografici predittivi di recidiva aritmica post ablazione trans catetere in fibrillazione atriale
Responsabile scientifico: Prof. Iacopo Olivotto
La fibrillazione atriale è attualmente l’aritmia cardiaca più frequente nella popolazione con una prevalenza nel 25% dei casi in pazienti con età superiore agli 80 anni, in crescita in accordo con l’aumento dell’aspettativa di vita degli ultimi anni. L’ablazione transcatetere della fibrillazione atriale rappresenta la strategia terapeutica di scelta con un’efficacia pari all’80%  ca. nei pazienti con fibrillazione atriale parossistica. L’identificazione di parametri clinici e strumentali in grado di predire la recidiva aritmica è pertanto di fondamentale importanza per la selezione dei pazienti da sottoporre alla procedura. Tra i principali parametri ecocardiografici riconosciuti come predittori di bassa probabilità di successo della procedura a lungo termine, vi sono le dimensioni dell’atrio sinistro, le dimensioni e la funzione sistodiastolica del ventricolo sinistro, l’insufficienza valvolare mitralica. L’atrio sinistro è di cruciale importanza nella patogenesi di fibrillazione atriale. Ad una sua progressiva dilatazione, corrisponde un aumento della fibrosi e del rimodellamento che fungono da trigger per l’innesco ed il mantenimento dell’aritmia. Un diametro anteroposteriore in parasternale asse lungo > 43 mm e un volume indicizzato per BSA dall’apicale quattro camere > 35 ml/m2 così come un aumento delle dimensioni dell’atrio destro (> a 35 mm in apicale 4 camere) correlano con un rischio aumentato di recidiva aritmica. Negli ultimi anni accanto a tali parametri tradizionali, è stato validato lo strain atriale che è un indice della funzione atriale sinistra e correla con il grado di fibrosi atriale e rischio aumentato di recidiva. Scopo dello studio è quello di indagare con l’ecocardiogramma tutti i possibili parametri predittori di successo della procedura al fine di migliorare la selezione ed il trattamento di pazienti affetti da fibrillazione atriale. ll contributo offerto servirà a finanziare una borsa/assegno di ricerca per portare avanti il progetto per 12 mesi.

 

Titolo del progetto: The Thin-ICE protocol: prospective, randomized and controlled multicenter trial evaluating the combination of ultra-thin bronchoscopy and cryobiopsy for the diagnosis of peripheral lung nodules.”
Responsabile scientifico: Prof.ssa Sara Tommassetti
Obiettivi: Lo scopo principale di questo studio è dimostrare la superiorità diagnostica (diagnosi morfologica e/o molecolare) dell'ultrasottile combinato di 3 mm con criobiopsia di 1,1 mm (UTB-cryo) rispetto alla pratica standard che consiste nella combinazione di broncoscopi regolari (4 mm e 6 mm broncoscopio) con regolare biopsia con forcipe (B-TBBx).
Obiettivi secondari: I nostri obiettivi secondari sono focalizzati su una valutazione completa della fattibilità, della sicurezza e degli aspetti tecnici dell'UTB-crio rispetto alla pratica standard. Un risultato secondario desiderabile sarebbe dimostrare che la sicurezza di UTB-cryo è paragonabile a quella dell'attuale standard di pratica (B-TBBx). Possiamo ipotizzare che l'uso della criobiopsia da 1,1 mm ridurrà ulteriormente la già bassa prevalenza di eventi avversi correlati all'uso di criobiopsie più grandi (1,9 mm e 2,4 mm) per la diagnosi dei noduli polmonari periferici. Attualmente ci sono dati molto limitati in letteratura a sostegno di questa visione.
Modalità di esecuzione del progetto: Questo è uno studio prospettico multicentrico, internazionale, randomizzato e controllato. I pazienti consecutivi visitati presso le Unità di Pneumologia Interventistica per la caratterizzazione del nodulo polmonare periferico saranno informati di questa opportunità di sperimentazione e coloro che daranno il proprio consenso saranno sottoposti a screening in base ai criteri di ammissibilità. I pazienti idonei saranno randomizzati in due gruppi:
- braccio sperimentale, UTB-cryo: i pazienti saranno sottoposti alla procedura diagnostica da UTB-cryo
- braccio di confronto, B-TBBx: i pazienti saranno sottoposti a una procedura diagnostica standard B-TBBx
Stima del campione: in base all’obiettivo principale di questo studio ci aspettiamo una percentuale di diagnosi positiva del 70% nel gruppo B-TBBx, con una differenza clinicamente significativa di almeno il 10% a favore del gruppo UTB-cryo, un errore di primo tipo del 2,5% e considerando un Test di Fisher. Sono necessari 624 pazienti (312 per ciascun gruppo) per garantire una potenza dell'80%. Considerando un 5% di procedure abbandonate, verranno arruolati 658 pazienti (329 per ciascun gruppo).
Conclusioni: L'aspettativa di questo studio è riuscire a dimostrare che UTB-cryo un approccio endoscopico superiore all'attuale standard di pratica (B-TBBx) sia per la diagnosi dei noduli polmonari periferici che per la caratterizzazione molecolare del cancro del polmone. L’ottimizzazione della resa diagnostica della broncoscopia per la diagnosi del nodulo polmonare migliorerebbe le tempistiche di gestione del percorso multidisciplinare oncologico, ridurrebbe il ricorso ad ulteriori procedure diagnostiche impattando positivamente i costi, i tempi, i rischi procedurali e la percezione del paziente. Inoltre, consentire un’accurata diagnosi istologica e molecolare nelle fasi più precoci del tumore polmonare favorirebbe l’accesso dei pazienti alle innovative terapie biologiche ed agli studi oncologici in corso.

 

Titolo del progetto: Effect of nebulized beclomethasone dipropionate exhaled bioaerosol particles in asthmatic patients
Responsabile scientifico: Prof. Federico Lavorini; prof.ssa Francesca Buttini
Aerosol administration has been reported to reduce generation of bio-aerosols in healthy subjects. This finding was likely due to changes in fluid characteristics in the airway epithelium. Demonstration of a reduced bio-aerosol after nebulization also in asthma patients would lead to the suggestion that nebulisation per se may represent a method to modulate airborne transport of pathogens. This project will aim at evaluating exhaled bioaerosol during and after nebulized therapy with beclometasone dipropionate (BDP) in asthmatic patients. Particle expiration in terms of mass and size will be measured immediately before the nebulization and after predetermined times after inhalation - sinossi

 

Titolo del progetto: Effect of nebulized ambroxol on the exhaled bioaerosol particles in patients with obstructive airway diseases
Responsabile scientifico: Prof. Federico Lavorini, Prof.ssa Francesca Buttini
Aerosol administration has been reported to reduce generation of bio-aerosols in healthy subjects. This
finding was likely due to changes in fluid characteristics in the airway epithelium. Demonstration of a
reduced bio-aerosol after nebulization also in patients with obstructive airway diseases would lead to
the suggestion that nebulisation per se may represent a method to modulate airborne transport of
pathogens. This project will aim at evaluating exhaled bioaerosol during and after nebulized therapy
with ambroxol solution in patients with obstructive airway diseases and abnormal mucus secretion.
Particle expiration in terms of mass and size will be measured immediately before the nebulization and
after predetermined times after inhalation - sinossi

 

Titolo del progetto: “CHRONICLE”: chronic vascular clinic, progetto di ricerca ed implementazione clinica relativo alla gestione della prevenzione secondaria di pazienti con malattia aterotrombotica, ad alto rischio di recidiva vascolare.
Responsabile scientifico: Prof.ssa Rossella Marcucci
Il progetto “Chronicle” si pone l’obiettivo prioritario di organizzare un percorso clinico specifico per intercettare quei pazienti ad alto rischio di recidive ischemiche vascolari, provenienti dai setting di pertinenza cardiologica (sindrome coronarica acuta) e di chirurgia vascolare (arteriopatia periferica), che necessitino di una gestione della prevenzione secondaria e una messa a punto di tutte le strategie mediche necessarie a ridurre al massimo il rischio di recidive ischemiche maggiori a livello cardiaco, cerebro vascolare e periferico, ma soprattutto focalizzate alla riduzione della mortalità.

 

Titolo del progetto:  Ottimizzazione del percorso assistenziale dei pazienti con malformazione urogenitali e disturbi di incongruenza di genere
Responsabile scientifico:  Prof. Andrea Minervini
Lo standard attuale per la diagnosi e trattamento delle malformazioni urogenitali e la creazioni dei genitali esterni in pazienti affetti di disturbi d'identità di genere prevedono, al finalizzarsi della diagnosi, eventuali terapie rigenerative che spesso, fallendo, aprono la porta interventi chirurgici ricostruttivi estremamente complessi e personalizzati.La crescente personalizzazione del percorso di cura e la sempre maggior conoscenza dei comparti anatomici da modificare impongono sia l’aggiornamento del PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) che la creazione di nuovi e più specifici allo scopo di consentire percorsi sicuri, definiti, standardizzati e di alta qualità assistenziale. Obiettivo del progetto sarà quello di formare in maniera specifica un ricercatore che, ponendosi a ponte tra la ricerca traslazionale e la pratica clinica, possa andare a colmare il gap tra le tecniche anche nell’ambito di studi clinici, costantemente in evoluzione e la attività assistenziale quotidiana. Il ricercatore avrà inoltre il compito di implementare la creazione del percorso che i pazienti che afferiscono alla nostra struttura.  ll contributo offerto servirà a finanziare tale progetto.

Titolo del progetto Impatto del timing di consumo di pasta su peso, parametri cardio-metabolici, microbiota intestinale e qualità del sonno
Responsabile scientifico:  Prof. Francesco Sofi

La pasta riveste un ruolo indiscutibile nella piramide della dieta Mediterranea, ma un numero sempre maggiore di persone se ne priva perché la considera troppo calorica e la associa ad un aumento ponderale, soprattutto se consumata alla sera. Tuttavia, se da una parte si conoscono gli effetti positivi sulla salute di un adeguato consumo di pasta, non si hanno informazioni sul momento migliore per consumarla. L’obiettivo dello studio è quindi quello di valutare, per la prima volta, se esiste una differenza tra il consumo di pasta a pranzo o a cena in termini di peso e altri parametri antropometrici, di fattori di rischio cardiovascolare, della composizione e funzionalità del microbiota intestinale e della qualità del sonno in un campione di soggetti normopeso e clinicamente sani. Lo studio sperimentale sarà di tipo randomizzato controllato a braccia incrociate e prevedrà 2 fasi di intervento nutrizionale. Un intervento consisterà nel seguire un piano alimentare personalizzato di tipo Mediterraneo in cui il consumo di pasta è previsto a cena, mentre nell’altro intervento sarà richiesto di consumare la pasta a pranzo. Ognuno dei 2 gruppi sarà sottoposto per 12 settimane a entrambi gli interventi, con un periodo di wash-out tra uno e l’altro di 4 settimane. I risultati dello studio permetteranno di identificare se effettivamente esiste un periodo migliore della giornata per il consumo di pasta e per garantire un ottimo stato di salute.

 

 

 

Titolo del progetto: Ruolo dei recettori beta 3 adrenergici nella patogenesi della broncodisplasia polmonare
Responsabile scientifico: Prof. Alessandro Pini
Lo studio ha l’obiettivo di indagare il ruolo dei recettori beta 3 adrenergici nell’insorgenza/progressione della broncodisplasia polmonare, una patologia ad alta incidenza nei nati prematuri, per cui non sono disponibili terapie efficaci specifiche. È  causata dalla precoce esposizione dei polmoni non completamente sviluppati ad alti livelli di ossigeno, che alterano la normale organogenesi, causando gravi complicanze a breve e lungo termine. Nell’ottica della ricerca di nuovi target farmacologici per il trattamento di questa patologia, i recettori beta 3 adrenergici potrebbero rappresentare un ottimo candidato, in quanto sono presenti nel polmone in vita pre e post natale e la loro espressione/attività è fortemente regolata dai livelli di ossigeno. Qualora lo studio confermasse il ruolo di questi recettori nella patogenesi della broncodisplasia polmonare, si configurerebbe la possibilità del riposizionamento di un farmaco già approvato con altra indicazione, con la possibilità di passare direttamente agli studi clinici sull’efficacia, riducendo così tempi e costi di sperimentazione e sviluppo.

Titolo del progettoCuore e malattie da accumulo: dal deep phenotyping alla stratificazione del rischio nella malattia di Anderson-Fabry
Resonsabile scientifico: Prof. Iacopo Olivotto
Gli studi a disposizione sulla storia naturale delle patologie da accumulo, tra cui la malattia di Anderson-Fabry sono scarsi e non considerano l’impatto di terapie specifiche attualmente disponibili. Ancora più centrali a livello di potenzialità cliniche e purtroppo carenti sono gli strumenti per la diagnosi precoce e la stratificazione del rischio in questa patologia, soprattutto tramite lo studio di biomarcatori precoci.
Questo progetto di ricerca si propone di porre rimedio a queste mancanze tramite:
- una raccolta dati sistematica riguardante i dati anagrafici, i principali fattori di rischio cardiovascolare e la sintomatologia descritta dai pazienti
- una valutazione accurata delle caratteristiche elettrocardiografiche, ecocardiografiche (utilizzando anche tecniche all’avanguardia come il Global longitudinal strain) e tramite risonanza magnetica cardiaca utilizzando tecniche di caratterizzazione tissutale e perfusione miocardica. (data di pubblicazione 07/09/2022)

 

Titolo del progettoOttimizzazione del percorso assistenziale dei pazienti con carcinoma uroteliale ed implementazione della ricerca traslazionale
Responsabile scientifico: Prof. Lorenzo Antonuzzo
Lo standard attualmente per il trattamento della malattia uroteliale metastatica è rappresentato da schemi di chemioterapia contenenti cisplatino che risultano in grado di prolungare la sopravvivenza oltre mesi. Recentemente, è stato dimostrato che il trattamento di mantenimento con Avelumb, inibitore di  PDL1, è in grado di prolungare la sopravvivenza globale e promettenti sono i risultati con gli inibitori del FGFR2-3. Nonostante ciò, circa il 50% dei pazienti affetti da carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico presenta una resistenza a tali trattamenti. La crescente personalizzazione del percorso di cura e la sempre maggior conoscenza della firma genetica sottesa a ciascun tumore di ciascun paziente impone l’aggiornamento del PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) del paziente, allo scopo di consentire percorsi sicuri, definiti, standardizzati e di alta qualità assistenziale. Obiettivo del progetto sarà quello di formare in maniera specifica un ricercatore che, ponendosi a ponte tra la ricerca traslazionale e la pratica clinica, possa andare a colmare il gap tra le tecniche di biologia molecolare e le nuove strategie terapeutiche, anche nell’ambito di studi clinici, costantemente in evoluzione e la attività assistenziale quotidiana. Il ricercatore avrà inoltre il compito di implementare la creazione del percorso che i pazienti con carcinoma uroteliale che afferiscono alla nostra struttura.  ll contributo offerto servirà a finanziare un assegno/borsa di ricerca. (data di pubblicazione 04/02/2022)

 

Titolo del progettoFormazione di un giovane cardiologo nei percorsi di gestione del paziente con scompenso cardiaco
Responsabile scientifico: Prof. Iacopo Olivotto
Il progetto è finalizzato alla formazione di un giovane cardiologo nel settore percorsi di gestione del paziente con scompenso cardiaco. Il programma prevede una formazione legata alla frequenza nell’ambito delle attività del Dipartimento Cardiotoracovascolare dell’AOU Careggi. E’ previsto un approfondimento teorico e pratico sui seguenti argomenti: 1) organizzazione e implementazione di strategie multidisciplinari per la gestione dello scompenso cardiaco 2) acquisizione di competenze tecniche di imaging di base e avanzate 3) screening dei candidati per impianto di dispositivi per resincronizzazione cardiaca 4) ottimizzazione mediante ultrasuoni della terapia di resincronizzazione 5) ottimizzazione della terapia farmacologica in combinazione post impianto di device 6) remote monitoring e teleconsulto dei pazienti con device per il trattamento dello scompenso 7) visita specialistica cardiologica ed esecuzione del follow-up dei pazienti post impianto di device con refertazione ECG e Holter  8) riabilitazione cardiologica post impianto di dispositivi per la resincronizzazione 9) gestione di data base elettronici. ll contributo offerto servirà a finanziare un assegno di ricerca. (data di pubblicazione 27/01/2022)

 

Titolo del ProgettoCREAZIONE DI UN MODELLO PER LA PRESA IN CARICO E LA CURA DEI PAZIENTI ADULTI CON MALATTIE METABOLICHE RARE
Responsabile scientifico: Prof. Domenico Prisco

Le malattie metaboliche congenite sono un gruppo eterogeneo di patologie rare causate da alterazioni specifiche di una via metabolica. Ad oggi sono note più di 1400 malattie metaboliche, per la maggior parte ad esordio pediatrico. Grazie allo screening neonatale e ai progressi nell’ambito della terapia, la storia naturale di molte di queste patologie si è drasticamente modificata e l’aspettativa di vita di questi pazienti è complessivamente aumentata. Ciò ha reso negli ultimi anni la questione della transizione, ovvero il passaggio di pazienti adolescenti con malattie metaboliche dalla pediatria alla medicina dell’adulto, una priorità assoluta nell'attuale scenario sanitario. Affrontare la transizione dalla pediatria alla medicina dell’adulto significa quindi delineare un percorso dedicato, graduale, guidato e coordinato da un team di specialisti formati sui bisogni clinico-psicologici del paziente adolescente. L’obiettivo generale del progetto è quello di implementare un percorso per la transizione dalle cure pediatriche alla medicina dell’adulto e per la cura dei pazienti adulti con malattie metaboliche rare.
Il contributo offerto servirà a finanziare il progetto e/o un assegno di ricerca/borsa di studio o ricerca. (data di pubblicazione 19/05/2022)

Ultimo aggiornamento

28.02.2024

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