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Ricerca commissionata

In questa pagina sono elencati i progetti finanziabili.

Gli interessati possono contribuire alla realizzazione del progetto mediante il seguente modulo: Elargizione Liberale per Attività di Ricerca_Modulo n-1

Per informazioni e chiarimenti: Dr.ssa Raffaella Rita de Angelis, NIC 3, primo piano, stanza 107, Largo Brambilla, 3 - 50134 Firenze - tel 055/2751869

 

Titolo del progetto: Realizzazione e validazione di uno strumento a fibre ottiche per il rilevamento delle cellule tumorali pancreatiche
Responsabile Scientifico: Prof. Antonio Taddei
Sintesi del Progetto
Time-resolved autofluorescence methods are of particular interest due to their sensitivity to the
biochemical, molecular and physicochemical processes, as they make possible probing not only the
properties of the molecule itself, but also the properties of its local molecular environment. A
routine adoption of this technique for biological, biomedical and biochemical characterization is
hindered by the need of dark environments, making the technique impractical in many application
fields. Leveraging on a technology patented by a partner, this study introduces a novel system,
equipped with state-of-art multispectral autofluorescence lifetime imaging instrumentation, to
provide real-time and multidimensional characterization of the specimens under bright background.
The development of this device aims to create a tool that can be used not only for ex vivo
measurements but also for direct use in the operating room during surgery. This study will
significantly improve surgical radicality, allowing for real-time differentiation between healthy and
tumor tissue, assisting the surgeon in achieving oncological radicality, a key factor in improving
patient outcomes.

Il contributo servirà a finanziare il progetto di ricerca

(Pubblicato il 26/05/2026)


 

Titolo del progetto: Studio dell’immunogenicità dei farmaci biologici impiegati nel trattamento delle malattie immuno-mediate
Responsabile Scientifico: Prof.ssa Alessandra Vultaggio
Sintesi del Progetto

L’immunogenicità rappresenta una caratteristica intrinseca alla complessa struttura dei farmaci biologici, tra i quali in particolare gli anticorpi monoclonali. L’immunogenicità si traduce nello sviluppo di anticorpi anti-farmaco (anti drug antibodies –ADA), responsabili della perdita di efficacia e/o dell’induzione di eventi avversi infusionali; la presenza di ADA può influenzare negativamente la farmacocinetica del prodotto, riducendo in maniera significativa i livelli sierici di farmaco circolante. E’ per tale motivo che risulta di significativa importanza un progetto che sia rivolto a valutare lo sviluppo degli ADA in pazienti trattati con farmaci biologici per malattie a patogenesi immunologica, tra le quali:

  • angioedema ereditario
  • orticaria cronica
  • malattie allergiche (asma bronchiale, dermatite atopica, CRSwNP)
  • malattie del connettivo
  • malattie infiammatorie croniche intestinali

Obiettivi dello studio

  • Valutare l’incidenza della sensibilizzazione, nei confronti dei vari farmaci utilizzati
  • Valutare la correlazione tra livelli di farmaco circolante e presenza di ADA
  • Correlare la produzione di ADA con la perdita di efficacia della terapia e con l’insorgenza di eventi avversi infusionali

Il progetto si svolgerà mediante studio retro-prospettico, multicentrico, no profit, coinvolgente Centri italiani con specifica competenza nel trattamento di malattie allergiche ed immuno-mediate con farmaci biologici. 

(Pubblicato il 06/05/2026)


Titolo del Progetto: Studio osservazionale retrospettivo multicentrico per la raccolta di dati real-world sull’uso perioperatorio di durvalumab in combinazione con chemioterapia neoadiuvante nei pazienti con carcinoma uroteliale operabile (DELTA)
Responsabile Scientifico: Prof. Lorenzo Antonuzzo
Sintesi del progetto
Il carcinoma uroteliale della vescica rappresenta una neoplasia frequente, trattata con chemioterapia neoadiuvante a base di platino seguita da chirurgia radicale, con beneficio in sopravvivenza. Tuttavia, l’elevato tasso di recidiva richiede strategie terapeutiche più efficaci. Gli inibitori dei checkpoint immunitari, come durvalumab, hanno mostrato risultati promettenti, confermati dal trial di fase III NIAGARA, che ha evidenziato un miglioramento della sopravvivenza con approccio combinato perioperatorio. Questo studio osservazionale, multicentrico e retrospettivo, mira a raccogliere evidenze real-world sull’uso perioperatorio di durvalumab in pazienti con carcinoma uroteliale operabile. L’obiettivo primario è valutare il tasso di risposta patologica completa (pCR), mentre gli endpoint secondari includono sopravvivenza (EFS, DFS, OS), sicurezza, tollerabilità ed eventi avversi immuno-correlati. Saranno inclusi pazienti adulti trattati nella pratica clinica routinaria, senza interventi sperimentali aggiuntivi, con raccolta retrospettiva dei dati clinici. Lo studio fornirà informazioni utili sull’efficacia e sicurezza del trattamento in contesti real world.
Il contributo servirà a finanziare il progetto di ricerca 
(Pubblicato il 06/05/2026)

Titolo del Progetto: Sviluppo e valutazione di nuove strategie diagnostiche microbiologiche
Responsabile Scientifico: Prof. Gian Maria Rossolini
Sintesi del Progetto
Le infezioni da patogeni multiresistenti rappresentano un problema di sanità pubblica a livello globale con un elevato costo diretto ed indiretto. La diagnosi di queste infezioni richiede procedure complesse e tempi prolungati, con un potenziale impatto negativo sull’outcome clinico. In questo scenario, l’evoluzione delle tecnologie diagnostiche di laboratorio offre l’opportunità di ridurre i tempi necessari per identificare i patogeni e per caratterizzare a livello fenotipico e/o molecolare le resistenze antimicrobiche. Risulta quindi di prioritaria importanza la valutazione e lo sviluppo di nuove metodiche di diagnostica rapida per ottenere una potenziale ottimizzazione della gestione terapeutica e una riduzione dei costi ospedalieri associati all’antibiotico-resistenza.
Obiettivo
Questo progetto ha come obiettivo la valutazione e/o sviluppo di nuove strategie diagnostiche per il contrasto delle infezioni da patogeni multiresistenti.
(Pubblicato il 23/02/2026)

Titolo del Progetto: Valutazione dell’attività di nuove molecole antimicrobiche nei confronti di patogeni multiresistenti
Responsabile Scientifico: Prof. Gian Maria Rossolini
Sintesi del Progetto
Il continuo aumento delle infezioni da patogeni multiresistenti a livello globale rende necessario lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.  Per decenni le terapie antibiotiche hanno svolto un ruolo fondamentale per la medicina moderna, ma la loro efficacia è fortemente ridimensionata dalle resistenze emergenti. Lo scenario è ulteriormente aggravato dagli elevati costi di sviluppo e dalla mancata scoperta di nuove classi di antimicrobici.  Uno dei primi step per valutare l’efficacia di nuove terapie antimicrobiche è rappresentato dal saggio della loro attività in vitro nei confronti di ampie collezioni di isolati clinici rappresentative dell’epidemiologia nazionale e globale. Inoltre, la caratterizzazione di eventuali meccanismi di resistenza risulta di fondamentale importanza per la messa a punto di strategie efficaci di infection control e diagnostic stewardship.
Obiettivo
Il presente progetto ha come scopo la valutazione dell’attività di nuove molecole antimicrobiche per il contrasto delle infezioni da patogeni multiresistenti.
(Pubblicato il 23/02/2026)

Titolo del progetto: La diagnosi non invasiva con approccio ultrasonografico del danno d’organo nelle fasi precliniche della Sclerosi Sistemica
Responsabile scientifico: Prof Alberto Moggi Pignone
Sintesi del Progetto
La Sclerosi Sistemica è una malattia del tessuto connettivo a carattere progressivo che determina una fibrosi sia a livelli dell’intero distretto cutaneo che di numerosi organi con funzioni vitali. La fisiopatologia della malattia è molto complessa e certamente hanno un ruolo primario alterazioni a carattere del microcircolo arterioso, con  disfunzione delle cellule endoteliali, disregolazione dei meccanismi di controllo dell’immunità e iperattivazione dei fibroblasti con incremento non controllato della produzione di collagene e successiva fibrosi tissutale. La malattia colpisce principalmente giovani donne tra i 20 e 40 anni e molto spesso è preceduta da più o meno lunghi periodi praticamente asintomatici o oligosintomatici nelle quali spesso il solo Fenomeno di Raynaud può essere il sintomo clinico rilevabile.  Queste fasi cliniche molto precoci, che si classificano come Very Early Sistemic Sclerosis, dovrebbero rappresentare il vero target per l’approccio terapeutico, perchè come è noto quando si realizzano le alterazioni strutturale di carattere fibrotico, si riducono drasticamente i margini terapeutici. Date queste premesse è assolutamente mandatorio identificare dei markers , bioumorali e/o strumentali, che possano aiutare a diagnosticare la malattia nelle fasi molto precoci. Da qui il progetto di utilizzare in una coorte di pazienti con forme cliniche molto precoci una metodica assolutamente non invasiva come l’ultrasonografia (US) per lo studio del danno d’organo. L’US è infatti in continua e dinamica evoluzione ed in tutte le sue possibili declinazioni (B-Mode, Doppler e Power Doppler, Elastosonografia, Contrast Enhanced Ultrasound (CEUS)  offre sempre maggiori possibilità di studio e di follow-up di tutti i distretti interessati dalla malattia.
Ipotesi di Studio
Valutare la sensibilità e la specificità di uno studio US in una coorte di pazienti con forme molto precoci di Sclerosi Sistemica, sia a livello polmonare che dell’intero sistema gastrointestinale, incluso il distretto  arterioso splancnico e seguire con una adeguato follow-up (tempo 0-6-12-24 mesi) eventuali modificazioni in senso morfo strutturale e funzionale.
Durata del progetto
 24 mesi
Costo previsto del progetto
50.000 Euro annui, per un totale di 100.000 Euro
Disegno dello Studio
Studio osservazionale prospettico longitudinale monocentrico
Pazienti arruolabili
Pazienti che presentano caratteristiche cliniche , bioumorali e strumentali tali da essere inquadrabili nel subset clinico di Very Early Systemic Disease (presenza di Fenomeno di Raynaud, alterazioni capillaroscopiche tipiche, autoanticorpi specifici)
Sede dello Studio
SOD di Medicina Interna 4-Ambulatorio di Ecografia multiparametrica,  Azienda Opedaliero-Universitaria Careggi
(Pubblicato il 23/02/2026)

Titolo del progetto: Le sfide emergenti dell’Antimicrobial Stewardship: dal paziente immunodepresso alle infezioni ortopediche
Responsabile scientifico: Prof. Alessandro Bartoloni
Manifestazione di interesse a finanziare con erogazione liberale una borsa - della durata di dodici mesi - per la formazione avanzata di una figura professionale con competenze specialistiche di Malattie Infettive nell'ambito del progetto: “Le sfide emergenti dell’Antimicrobial Stewardship: dal paziente immunodepresso alle infezioni ortopediche” di cui è Responsabile il Prof. Alessandro Bartoloni.

Il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università degli Studi di Firenze, mediante pubblicazione del presente avviso, intende procedere ad un’indagine al fine di individuare soggetti esterni che possano avere l’interesse ad erogare un contributo a supporto di una borsa - della durata di dodici mesi - per la formazione di una figura professionale con competenze di Malattie Infettive nell'ambito del progetto: “Le sfide emergenti dell’Antimicrobial Stewardship: dal paziente immunodepresso alle infezioni ortopediche” di cui è Responsabile il Prof. Alessandr Bartoloni. L’eventuale manifestazione di interesse dovrà essere effettuata attraverso una comunicazione d’intenti, in cui siano declinati importi e modalità di erogazione, da inviare tramite mail alla PEC istituzionale: dmsc@pec.unifi.it con il seguente oggetto: Manifestazione di interesse a finanziare con erogazione liberale una borsa per la formazione di una figura professionale con competenze di Malattie Infettive nell'ambito del progetto: “Le sfide emergenti dell’Antimicrobial Stewardship: dal paziente immunodepresso alle infezioni ortopediche”. Ai sensi del Regolamento UE 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 Aprile 2016 (GDPR) si informa che i dati raccolti saranno utilizzati esclusivamente per le finalità connesse alla gestione della procedura in oggetto, anche con l'ausilio di mezzi informatici. L'invio della manifestazione di interesse presuppone l'esplicita autorizzazione al trattamento dei dati e la piena accettazione delle disposizioni del presente avviso. Responsabile del procedimento: Dott.ssa Raffaella De Angelis – RAD del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica.

Allegati

Allegato 1 : Attività del borsista nell’ambito del progetto “Le sfide emergenti dell’Antimicrobial Stewardship: dal paziente immunodepresso alle infezioni ortopediche” di cui è Responsabile il Prof. Alessandro Bartoloni.

(Pubblicato il 04/02/2026)


Titolo del progetto: La sindrome da anticorpi antifosfolipidi come paradigma di trombofilia acquisita: confronto tra metodiche diagnostiche

Responsabile scientifico: Prof.ssa Rossella Marcucci 
Sintesi del progetto
La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) è una patologia autoimmune sistemica caratterizzata da trombosi venose ed arteriose e/o complicanze ostetriche in presenza di anticorpi antifosfolipidi (aPL). E’ un classico modello di interazione clinica – laboratorio, in cui è cruciale che le metodiche impiegate per stabilire la presenza , ed il titolo, degli anticorpi antifosfolipidi, siano accurate e riproducibili. La classificazione della APS si è basata dal 1999 sui criteri di Sapporo, rivisti nel 2006, che richiedono la presenza di caratteristiche cliniche (trombosi o morbidità in gravidanza) e di testdi laboratorio (per lupus anticoagulant– LAC, anticorpi anticardiolipina IgG/IgM – aCL e/o anticorpi anti–β2-glicoproteina I IgG/IgM – anti-β2GPI), con almeno due test per aPL effettuati a distanza di almeno 12 settimane. Nel 2023 le Società Americana ed Europea di Reumatologia (ACR ed EULAR) hanno redatto un nuovo documento di consenso congiunto aggiornando i criteri classificativi dell’APS, con l’obiettivo di massimizzarne la specificità e ottimizzare l’arruolamento dei pazienti affetti negli studi clinici. Gli Autori hanno decido di dare indicazione al dosaggio degli aPl solo con metodica ELISA. Tuttavia, questa indicazione ha sollevato diverse perplessità nella comunità scientifica. Infatti, già a partire dagli anni ’90 molti autori hanno riportato incongruenze tra laboratori nella rilevazione degli aPL con test ELISA. Inoltre, la scelta di escludere tecnologie più innovative, come i test chemiluminescenti e altri sistemi automatizzati, ampiamente diffusi nel territorio, non sembra essere supportata dalle evidenze attuali e non contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo proposto dagli autori delle linee guida.Pertanto, risulta necessario definire range di riferimento e cut-off specifici per metodica, al fine di migliorare l’accuratezza diagnostica e l’armonizzazione dei risultati.
Obiettivo
Confrontare le performance analitiche e diagnostiche delle metodiche ELISA, FEIA e CLIA per la determinazione degli anticorpi antifosfolipidi.1. Confronto tra metodica ELISA, CLIA e FEIA in una popolazione di soggetti di controllo in cui calcoliamo la distribuzione, identificando il 95° e il 99° centile.
Nel secondo step, misura degli aPL con metodica ELISA, CLIA e FEIA in  soggetti positivi per LAC e/o aCL e/o anti-Beta2-GPI con dati clinici di sospetta sindrome da aPL. Questi risultati verranno utilizzati per stabilire quali pazienti si classificano sotto il 95° centile (negativi); sopra il 95°, ma sotto il 99° (positivi a bassoitolo), o sopra il 99° (positivi ad alto titolo) della distribuzione dei controlli.
Disegno dello studio e metodologia
Fase 1: analisi comparativa delle metodiche ELISA, FEIA e CLIA in una popolazione di 120 soggetti di controllo, con definizione della distribuzione dei valori e dei centili di riferimento.Fase 2: dosaggio degli anticorpi antifosfolipidi mediante le tre metodiche in 50 soggetti positivi per LAC e/o aCL e/o anti-β2GPI con sospetto clinico di APS.
Durata del progetto: 12 mesi
Tipologia di supporto richiesto
Il progetto potrà essere sostenuto mediante contributo in natura, consistente nella fornitura di materiali e/o reagenti di laboratorio necessari allo svolgimento delle attività di ricerca, senza trasferimento diretto di risorse finanziarie all’Ente proponente.
Trasparenza, indipendenza scientifica e riconoscimento del supporto
Il contributo, configurato esclusivamente come supporto in natura, non comporta alcuna ingerenza o condizionamento in merito alla progettazione dello studio, alla conduzione delle attività di ricerca, all’analisi dei dati, né all’interpretazione e diffusione dei risultati.L’Università degli Studi di Firenze e il Responsabile scientifico mantengono la piena autonomia scientifica e decisionale, nel rispetto della normativa vigente, dei regolamenti interni di Ateneo e delle policy in materia di trasparenza, integrità e prevenzione dei conflitti di interesse.Il riconoscimento istituzionale del supporto ricevuto potrà avvenire mediante menzione del soggetto sostenitore nei materiali informativi del progetto, nelle presentazioni scientifiche, nei report istituzionali e nelle eventuali pubblicazioni, secondo modalità conformi alle disposizioni normative e regolamentari applicabili.In ogni comunicazione scientifica o divulgativa sarà esplicitata la natura del contributo ricevuto.
(Pubblicato il 14/01/2026)

Titolo del Progetto"PERFECT – Pulmonary Embolism Registry For Emergencies, Clinics, and Treatment" - Registro per la gestione integrata e l’innovazione del percorso assistenziale nell’embolia polmonare acuta e cronica in Area Vasta Toscana Centro
Responsabile scientifico:  Prof. Simone Vanni
Sintesi del progetto:  L’embolia polmonare (EP) è una delle principali cause di mortalità e ospedalizzazione in urgenza. La gestione del paziente varia ampiamente tra i centri, con differenze diagnostiche e terapeutiche che incidono sugli esiti. PERFECT mira a colmare questa lacuna creando il primo registro clinico prospettico multicentrico per monitorare e uniformare l’intero percorso assistenziale dell’EP, dalla fase acuta sul territorio (112), il percorso intraospedaliero, fino al follow-up e alle complicanze croniche (come l’ipertensione polmonare tromboembolica cronica – CTEPH).

Metodologia: Registro osservazionale, prospettico e multicentrico con durata di 36 mesi. Popolazione: pazienti ≥18 anni con diagnosi confermata di EP. Follow-up a 3, 6 e 12 mesi. Database: REDCap ospitato presso l’AOUC. Innovazioni: sviluppo di modelli multivariati di rischio, sviluppo me monitoraggio di PERT locali e di Area Vasta con audit periodici e interfacce di interoperabilità con i sistemi SSR.

Promotore: Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica – Università degli Studi di Firenze.

Centro coordinatore: AOU Careggi.

Partner: Azienda USL Toscana Centro.

Advisory Board: esperti in medicina d’urgenza, cardiologia, radiologia interventistica, pneumologia, medicina interna, statistica e sanità digitale.

Risultati attesi e impatto:

- Creazione del registro clinico regionale PERFECT interoperabile.

- Standardizzazione del PDTA per l’embolia polmonare in Area Vasta.

- Sviluppo di modelli predittivi e algoritmi decisionali per pazienti a rischio intermedio-alto.

- Miglioramento degli indicatori riguardanti la gestione clinica dell’Embolia Polmonare acuta e cronica.

- Attivazione e monitoraggio di PERT multidisciplinari.

- Miglioramento dell’aderenza alle linee guida.

Stima costi per Data managment: 30.000 euro/annui       

Sostenibilità e Prospettive: Il registro PERFECT si manterrà nel tempo attraverso la collaborazione delle Aziende partecipanti, attraverso la partecipazione ai bandi regionali, ministeriali e europei (Ricerca Finalizzata, EU4Health, Horizon Europe), eventuali finanziamenti non condizionanti di soggetti privati. (Pubblicato il 13/11/2025)


Titolo del Progetto"Potenziamento dei percorsi assistenziali per il trattamento di pazienti con carcinoma della prostata con particolare riferimento all’integrazione multidisciplinare e alla ricerca nell’ambito di clinical trials di fase I-III"

Responsabile scientifico: Prof. Lorenzo Antonuzzo

Sintesi del progetto: Il carcinoma della prostata rappresenta il tumore più frequente nella popolazione maschile dei Paesi occidentali, con aumento dell’incidenza registrato nelle ultime decadi dovuto verosimilmente ad un aumentato ricorso allo screening, anche spontaneo, più che ad un cambiamento nei fattori di rischio nella popolazione. Il ricorso allo screening basato sulla misurazione dell’Antigene Prostatico Specifico (PSA), ancorché spontaneo e non sistematico, è probabile abbia contribuito all’anticipazione diagnostica, con un aumento dei casi di malattia a basso rischio. L’aumento dei casi clinicamente silenti e dotati di scarsa aggressività biologica ha reso più difficile l’interpretazione degli studi epidemiologici e la valutazione della diversa distribuzione dei potenziali fattori di rischio. Tra questi, quelli maggiormente sostenuti da evidenze scientifiche sono l’etnia, l’età, la storia familiare, la presenza di alcune alterazioni genetiche (es. BRCA), la dieta, lo stile di vita, l’obesità. Nonostante l’elevata prevalenza e incidenza, al momento lo screening organizzato di popolazione non è contemplato nell’ambito della programmazione sanitaria nazionale, alla luce del rischio di diagnosticare forme clinicamente silenti che non necessiterebbero di alcun trattamento. I pazienti con malattia metastatica dovrebbero essere avviati al trattamento di deprivazione androgenica (ADT) la cui tempistica deve essere valutata in base al carico di malattia e alla presenza di sintomi.  L’eventuale associazione all’ADT di altri trattamenti, la loro sequenza e, più in generale, le terapie di supporto, devono tenere conto dell’età del paziente, delle sue comorbidità, dell’estensione di malattia, della presenza o meno di sintomi, del quadro clinico complessivo, nonché delle attese del paziente e dei familiari.  Il trattamento con ADT, che rappresenta il backbone della terapia della malattia metastatica ormonosensibile (mCSPC), è utilizzato in combinazione con trattamenti ormonali di nuova generazione (doppiette ADT + ARSI) e con la chemioterapia (tripletta ADT + ARSI + docetaxel). Tali regimi terapeutico hanno drasticamente cambiato l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da mHSPC. La monoterapia con LHRH-A rimane pertanto un’opzione solo per quei pazienti che vengono ritenuti “unfit” ai trattamenti di combinazione. Nel definire la strategia della fase successiva di malattia, ovvero la malattia metastatica resistente alla castrazione (mCRPC), va tenuto conto se il paziente è naïve ad ARSI o docetaxel, avendo ricevuto solo ADT per la malattia castration sensitive, oppure sia già stato esposto ad ARSI o docetaxel. Inoltre, nei pazienti affetti mCRPC con mutazione somatica e/o germinale di BRCA1/2 trova indicazione    un trattamento con PARP-inibitore  (PARPi). In assenza di mutazione somatica e/o germinale di BRCA1/2, in pazienti pre-trattati con ARSI e docetaxel potrebbe esser preso in considerazione un trattamento con radioligandi.

Costi del progetto: € 30.000,00 euro/anno - € 60.000,00 Totali

Durata del progetto: 2 anni

Obiettivi del progetto: Nell’ottica della personalizzazione della strategia terapeutica, l’obiettivo principale sarà quello di facilitare il percorso di ogni paziente con neoplasia localmente avanzata o metastatica che necessita di una condivisione multidisciplinare sia ab initio, sia negli snodi decisionali cruciali del suo percorso terapeutico.

L’aspetto multidisciplinare prevede la collaborazione di più specialisti di ambito oncologico, chirurgico, radiologico-interventistico e radioterapico. Nella nostra struttura sono appunto previsti incontri settimanali prestabiliti, che vedono la partecipazione di professionalità diverse, aventi come obiettivo il miglioramento della qualità̀ del percorso di cura offerto mediante un più̀ accurato processo decisionale. 

Sede di svolgimento attività: SODc ONCOLOGIA - AOU Careggi, Firenze

(Pubblicato il 13/06/2025)


Titolo del ProgettoSviluppo e valutazione di nuove metodiche rapide per la diagnosi della sepsi

Responsabile Scientifico: Prof. Gian Maria Rossolini

Sintesi del Progetto:  Le infezioni del torrente ematico (BSI) sono una delle principali cause di mortalità e morbilità in tutto il mondo. L'emocoltura rimane l'approccio di riferimento per la diagnosi microbiologica di BSI. Tuttavia, l'isolamento ed identificazione del/i patogeno/i e il/i saggio/i di sensibilità antimicrobica richiedono un tempo di risposta relativamente lungo (spesso superiore a 2-3 giorni), durante il quale i pazienti vengono trattati con terapia antimicrobica empirica. Questo percorso comporta il rischio di utilizzare antimicrobici ad ampio spettro non necessari o inefficaci (maggiore in contesti con tassi di resistenza più elevati), con implicazioni in termini di esiti clinici, selezione della resistenza, tossicità e costi. Recentemente, nuove metodiche rapide sono state introdotte per la diagnosi di sepsi da sangue intero o da emocoltura, ma il loro impatto a livello clinico è ancora in fase di valutazione.

Obiettivo: Questo progetto ha come obiettivo lo sviluppo e la valutazione di nuove metodiche rapide per la diagnosi della sepsi.

(Pubblicato il 22/05/2025)


Titolo del Progetto“Formazione di un giovane cardiologo nei percorsi di gestione del paziente con scompenso cardiaco”

Responsabile Scientifico: Prof. Iacopo Olivotto

Sintesi del ProgettoFORMAZIONE GIOVANE CARDIOLOGO MANIFESTAZIONE DI INTERESSE - OLIVOTTO 

(Pubblicato il 15/04/2025)


Titolo del Progetto: Esposizione a farmaci antiblastici: sviluppo di metodi miniaturizzati di preparazione del campione ed analisi in spettrometria di massa applicati al monitoraggio occupazionale in ambienti ospedalieri

Responsabile Scientifico: Prof. Nicola Mucci

Sintesi del Progetto: I farmaci antiblastici sono una classe di composti eterogenea e ampiamente utilizzata con un mercato in rapida crescita. Sono utilizzati principalmente come chemioterapici nel trattamento delle malattie neoplastiche, ma svolgono un ruolo importante anche nel trattamento di altre condizioni patologiche. I loro diversi meccanismi d'azione prevedono solitamente danno genetico alle cellule cancerose senza un bersaglio specifico, il che provoca inevitabilmente effetti collaterali importanti a scapito delle cellule sane, sia dei pazienti trattati che del personale sanitario. Nonostante i notevoli passi avanti compiuti nell'ultimo decennio nell'ambito delle norme di sicurezza relative alla loro manipolazione, e l’introduzione delle Unità Farmaci Antiblastici (UFA), strutture dedicate alla produzione controllata delle terapie di sostanze antitumorali in condizioni di sicurezza, l'effetto mutageno dei FA presenta ancora un rischio tangibile per l'esposizione professionale a causa della possibilità di assorbimento cutaneo da superfici contaminate, che è la via di esposizione occupazionale più comune nell'ambiente ospedaliero. Sia la Direttiva 2022/431/UE che le linee guida che ne derivano, “Guidance for the safe management of hazardous medicinal products at work”, pubblicate nel 2023, incoraggiano lo sviluppo di metodi di monitoraggio sia ambientale che di sorveglianza biologica per gli esposti in abito lavorativo. Sebbene il campionamento della contaminazione delle superfici di lavoro rimanga uno strumento importante per identificare procedure non corrette e aumentare la consapevolezza degli operatori ospedalieri, il monitoraggio biologico resta ancora l'unico modo per valutare l'assorbimento delle sostanze e identificare possibili correlazioni patologiche e, al giorno d'oggi, i FA possono ancora essere spesso trovati nei fluidi biologici del personale sanitario esposto.

"L'obiettivo di questo progetto di ricerca è quello di utilizzare le nuove tecnologie di estrazione ed automazione per la realizzazione di metodi analitici per il monitoraggio di FA, che siano in grado di implementare il pannello di composti monitorati sia a livello ambientale che biologico, mantenendo una sensibilità e specificità concorrenziali con i metodi presenti in letteratura e nel rispetto delle linee guida di Green Chemistry".

(Pubblicato 14/04/2025)


Titolo del progetto“Efficacia e sicurezza di BIC/F/TAF: studio comparativo multicentrico in una popolazione di migranti con HIV ART-naïve”
Responsabile scientifico: Prof. Alessandro Bartoloni, Direttore SOD Malattie Infettive e Tropicali – AOU Careggi, Firenze
Sintesi del progetto: L’infezione da HIV rappresenta tuttora una priorità di salute pubblica globale. In Europa, le persone migranti costituiscono circa il 40% delle nuove diagnosi di HIV (ECDC, 2021), con una quota analoga anche in Italia, dove si osservano più frequenti diagnosi tardive, maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari e tassi di perdita al follow-up più elevati rispetto alla popolazione non migrante. Queste criticità sono attribuibili a fattori complessi — barriere linguistiche, status giuridico, vulnerabilità economica e stigma — che compromettono la tempestività della diagnosi e la continuità terapeutica. All’interno della popolazione migrante, assumono particolare rilievo alcune sottopopolazioni chiave come le persone transgender e sex workers, che presentano un rischio ancora maggiore di acquisizione dell’infezione da HIV e di perdita al follow-up. Le loro condizioni di aumentata marginalità e discriminazione rendono ancora più difficile la piena adesione ai percorsi diagnostico-terapeutici e di cura. Negli ultimi anni, la combinazione Bictegravir/Emtricitabina/Tenofovir alafenamide (BIC/F/TAF) si è affermata come uno dei regimi più frequentemente prescritti come prima linea al momento della presa in carico delle persone con nuova diagnosi di HIV, per l’ottimo profilo di efficacia, tollerabilità e semplicità d’uso. Tuttavia, dati sistematici sulla sua efficacia e sicurezza nella popolazione migrante e nelle sottopopolazioni vulnerabili restano scarsi, in particolare nei contesti ad alto reddito come l’Italia. Lo studio nasce con l’obiettivo di colmare questa lacuna conoscitiva, analizzando — in una prospettiva multicentrica toscana e real-life — gli esiti virologici, il profilo di sicurezza nei migranti ART-naïve rispetto alla popolazione non migrante.
Obiettivo: Valutare, in una prospettiva multicentrica toscana e real-life, l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità del regime antiretrovirale BIC/F/TAF nelle persone migranti ART naïve, confrontandone gli esiti con quelli della popolazione non migrante, con particolare attenzione alle sottopopolazioni vulnerabili, in particolare in persone transgender e sex workers.
Disegno e durata del progetto: Studio osservazionale retrospettivo multicentrico, condotto nei centri di Malattie Infettive della USL Toscana centro e in AOU Careggi
Periodo di osservazione: 1 gennaio 2019 – 31 dicembre 2026.
Sede di svolgimento e coordinamento: SOD Malattie Infettive e Tropicali – AOU Careggi, Firenze in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli Studi di Firenze.
(Pubblicato 25/03/2025)

Titolo del Progetto"The Crown" - "Comparison of crown tip needle versus single bevel needle to guide Transbronchial Mediastinal Cryobiopsy (TMC) in the Diagnosis of Mediastinal Lymphadenopathies: Multicenter Prospective Interventional, randomized, open-label study on the feasibility and safety of the technique"

Responsabile Scientifico: Prof.ssa Sara Tomassetti

Sintesi del progetto: Il campionamento endoscopico dei linfonodi mediastinici rappresenta un momento chiave nel processo diagnostico, sia per patologia benigna che maligna, e l’EBUS-TBNA (endobronchiale ecoguidato – agoaspirato transbronchiale), rappresenta attualmente la metodica di scelta per studiare le patologie mediastiniche. Nuove tecniche di campionamento stanno emergendo in pneumologia interventistica perseguendo l'obiettivo di ottenere tessuto adeguato per la diagnosi e la caratterizzazione di malattie mediastiniche sia benigne che maligne e la più promettente è stata recentemente descritta come la criobiopsia mediastinica transbronchiale (TMC). 

I nostri dati, corroborati dalle recenti linee guida, mostrano che i campioni forniti dalla criobiopsia sono significativamente più accurati di quelli forniti dalla normale biopsia con forcipe e hanno una resa diagnostica inferiore a quella dei campioni chirurgici nelle malattie polmonari interstiziali. Lo sviluppo degli ultimi anni mostra che la criobiopsia non solo consente la raccolta di campioni di tessuto tumorale di grandi dimensioni e ben conservati per la valutazione istologica e molecolare dal polmone, ma più recentemente anche dai linfonodi mediastinici con la TMC. Studi preliminari su questa nuova tecnica, hanno evidenziato una buona resa diagnostica dei campioni esaminati e una buona sicurezza. Tuttavia, ad oggi sono stati condotti solo pochi studi e con diversi approcci endoscopici. Per consentire alla criosonda di entrare nel mediastino due dei tre studi hanno utilizzato l'ago coltello, più recentemente Ariza -Prota et al hanno descritto l'uso di un ago 22G con punta a corona. Nella nostra pratica clinica, abbiamo adottato quest'ultimo metodo utilizzando sia l'ago normale da 22G che l'ago con punta a corona da 22G. Mancano completamente dati che confrontino questi due approcci con ago e la fattibilità e la sicurezza della tecnica devono essere chiarite da studi più ampi. Pertanto, riteniamo che sia obbligatorio raccogliere sia retrospettivamente che prospetticamente i dati della nostra esperienza di vita reale per implementare l’attuale corpo della letteratura. Questo background fornisce lo scenario migliore e una forte motivazione per indagare se la TMC è fattibile e sicura nella nostra pratica di vita reale e se migliora la caratterizzazione delle linfoadenopatie benigne e maligne del mediastino.
Obiettivo primario: confrontare la fattibilità (espressa come prevalenza di biopsia riuscita) della TMC dopo TBNA EBUS eseguita con ago con punta a corona 22G (Ago 1) rispetto a dopo EBUS standard 22G (Ago 2).
Obiettivi secondari:
• Identificare possibili fattori predittivi di fallimento della procedura in base alle caratteristiche dei linfonodi;
• Valutare la sicurezza della procedura;
• Valutare la resa diagnostica complessiva dell'EBUS-TMC;
• Valutare la qualità dei campioni TMC per una corretta valutazione anatomopatologica e ROSE;
• Confrontare il tempo operativo delle procedure utilizzando l'ago 1 e l'ago 2.
SINOSSI COMPLETA PROGETTO PDF"THE CROWN"

(Pubblicato 20/03/2025)


Titolo del Progetto: Terapia di resincronizzazione cardiaca in pazienti con cardiopatia dilatativa e bassa frazione di eiezione monitorizzati con sistema di monitoraggio cardiaci da remoto

Responsabile Scientifico: Prof. Iacopo Olivotto

Sintesi del Progetto: L’insufficienza cardiaca cronica (HF) con frazione di eiezione ridotta è associata ad un incremento significativo di morbidità e di mortalità, nonostante la moderna terapia medica ottimale. La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) in combinazione con il defibrillatore si è dimostrata efficace nell’arrestare o invertire la progressione dello scompenso con significativi benefici clinici in pazienti selezionati con insufficienza cardiaca (HF), grave disfunzione del ventricolo sinistro e complesso QRS largo con morfologia da blocco di branca sinistro (BBS). Tuttavia, nonostante gli incoraggianti risultati ottenuti tramite questa terapia, non è ancora possibile individuare quei pazienti a maggior rischio di recidiva di scompenso cardiaco acuto.

I moderni device  hanno la possibilità da remoto di  utilizzare un algoritmo in grado di  identificare con precisione i pazienti che presentano un rischio più elevato di ricovero ospedaliero dovuto a insufficienza cardiaca (HF). L’algoritmo di monitoraggio combina i parametri rilevanti in un punteggio predittivo e avverte il team clinico se il paziente è a maggior rischio di ricovero una volta superata una soglia preimpostata.

Lo scopo di questo progetto di studio è pertanto l’individualizzazione attraverso un sistema di monitoraggio da remoto di  quelle informazioni tali da anticipare l’evento clinico conclamato e ridurre l’ospedalizzazione attraverso l’ottimizzazione della terapia farmacologica a paziente ancora asintomatico.

Il contributo offerto servirà a finanziare una borsa/assegno di ricerca per portare avanti il progetto per 12 mesi (o più in caso di maggiore disponibilità).

Saranno arruolati sia i pazienti con HF e FE ridotta (<=35%), LBBB e OMT, con indicazione a CRT-D oppure  pazienti con QRS stretto con FE ridotta (<=35%) ed indicazione ad impianto  di ICD mono o bicamerale.

  • Valutazione pre-procedurale: screening pre impianto CRT-D o ICD  mediante raccolta anamnestica e della terapia farmacologica in atto, determinazione della classe funzionale NYHA, parametri ECG ed ecocardiografici di base.
  • Impianto ICD: raccolta dati procedurali. 

Valutazione post-procedurale: a 1 mese e successivamente con cadenza semestrale, saranno effettuati controlli ambulatoriali volti all'ottimizzazione della CRT con metodiche non invasive mediante ecocardiogramma e validazione dei dati attraverso algoritmo di monitoraggio dello scompenso.

(Pubblicato 05/02/2025)


Titolo del Progetto"Potenziamento dei percorsi assistenziali per il trattamento di pazienti con carcinoma della prostata con particolare riferimento all’integrazione multidisciplinare e alla ricerca nell’ambito di clinical trials di fase I-III"

Responsabile scientifico: Prof. Lorenzo Antonuzzo 

Sintesi del progetto:  Il carcinoma della prostata rappresenta il tumore più frequente nella popolazione maschile dei Paesi occidentali, con aumento dell’incidenza registrato nelle ultime decadi dovuto verosimilmente ad un aumentato ricorso allo screening, anche spontaneo, più che ad un cambiamento nei fattori di rischio nella popolazione. Il ricorso allo screening basato sulla misurazione dell’Antigene Prostatico Specifico (PSA), ancorché spontaneo e non sistematico, è probabile abbia contribuito all’anticipazione diagnostica, con un aumento dei casi di malattia a basso rischio. L’aumento dei casi clinicamente silenti e dotati di scarsa aggressività biologica ha reso più difficile l’interpretazione degli studi epidemiologici e la valutazione della diversa distribuzione dei potenziali fattori di rischio. Tra questi, quelli maggiormente sostenuti da evidenze scientifiche sono l’etnia, l’età, la storia familiare, la presenza di alcune alterazioni genetiche (es. BRCA), la dieta, lo stile di vita, l’obesità. Nonostante l’elevata prevalenza e incidenza, al momento lo screening organizzato di popolazione non è contemplato nell’ambito della programmazione sanitaria nazionale, alla luce del rischio di diagnosticare forme clinicamente silenti che non necessiterebbero di alcun trattamento. I pazienti con malattia metastatica dovrebbero essere avviati al trattamento di deprivazione androgenica (ADT) la cui tempistica deve essere valutata in base al carico di malattia e alla presenza di sintomi.  L’eventuale associazione all’ADT di altri trattamenti, la loro sequenza e, più in generale, le terapie di supporto, devono tenere conto dell’età del paziente, delle sue comorbidità, dell’estensione di malattia, della presenza o meno di sintomi, del quadro clinico complessivo, nonché delle attese del paziente e dei familiari.  Il trattamento con ADT, che rappresenta il backbone della terapia della malattia metastatica ormonosensibile (mCSPC), è utilizzato in combinazione con trattamenti ormonali di nuova generazione (doppiette ADT + ARSI) e con la chemioterapia (tripletta ADT + ARSI + docetaxel). Tali regimi terapeutico hanno drasticamente cambiato l’aspettativa di vita dei pazienti affetti da mHSPC. La monoterapia con LHRH-A rimane pertanto un’opzione solo per quei pazienti che vengono ritenuti “unfit” ai trattamenti di combinazione. Nel definire la strategia della fase successiva di malattia, ovvero la malattia metastatica resistente alla castrazione (mCRPC), va tenuto conto se il paziente è naïve ad ARSI o docetaxel, avendo ricevuto solo ADT per la malattia  castrationsensitive, oppure sia già stato esposto ad ARSI o docetaxel. Inoltre, nei pazienti affetti mCRPC con mutazione somatica e/o germinale di BRCA1/2  trova indicazione    un trattamento con PARP-inibitore  (polyadenosinediphosphateribose polymerase, PARPi). In assenza di mutazione somatica e/o germinale di BRCA1/2, in pazienti pre-trattati con ARSI e docetaxel deve esser preso in considerazione un trattamento con il radioligando lutezio PSMA-617.

Obiettivi del progetto: Nell’ottica della personalizzazione della strategia terapeutica, l’obiettivo principale sarà quello di facilitare il percorso di ogni paziente con neoplasia localmente avanzata o metastatica che necessita di una condivisione multidisciplinare sia ab initio, sia negli snodi decisionali cruciali del suo percorso terapeutico.

L’aspetto multidisciplinare prevede la collaborazione di più specialisti di ambito oncologico, chirurgico, radiologico-interventistico e radioterapico. Nella nostra struttura sono appunto previsti incontri settimanali prestabiliti, che vedono la partecipazione di professionalità diverse, aventi come obiettivo il miglioramento della qualità̀ del percorso di cura offerto mediante un più̀ accurato processo decisionale. 

Sede di svolgimento attivitàSODc ONCOLOGIA CLINICA 

(Pubblicato 20/12/2024)


Titolo del Progetto“Scoprire l'osteoimmunologia nella sindrome di Behçet: effetti delle terapie biologiche sulla salute delle ossa”. (UnraveLing osteoimmUnology in BehÇet SYndrome: effects of biologic therapies on bone health)

Responsabile scientifico: Dott.ssa Elena Silvestri

Sintesi del progetto: La Sindrome di Behçet (BS) è una malattia infiammatoria multisistemica. I pazienti con BS presentano un rischio aumentato di osteoporosi dovuti sia al danno osseo causato dall’infiammazione sia all’uso prolungato di corticosteroidi, contribuendo ad un aumento delle fratture, con ripercussioni in termini di morbilità e qualità di vita. Nell'ottica di un corticosteroid-sparing, la colchicina e gli agenti immunosoppressori tradizionali e biologici come gli inibitori del TNF-alfa e gli agenti anti-IL17 rappresentano un’alternativa terapeutica, dato il ruolo chiave di queste citochine sia nella patogenesi della BS sia nei processi di riassorbimento osseo. L’ipotesi di fondo è che i pazienti trattati con questi farmaci biologici possano beneficiare non solo di un migliore controllo della malattia, ma anche di una protezione dal deterioramento della salute ossea.

Disegno e setting di studio: studio prospettico, osservazionale, monocentrico, no-profit, svolto presso la SOD Medicina Interna Interdisciplinare in collaborazione con la SOD Malattie del Metabolismo minerale e osseo dell’AOU Careggi (Dr.ssa Gemma Marcucci) e nei Dipartimenti di Medicina Sperimentale e Clinica e di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” dell’Università degli Studi di Firenze sotto la responsabilità dello Sperimentatore Principale Dott.ssa Elena Silvestri.

I risultati ottenuti contribuiranno a chiarire il potenziale effetto protettivo delle terapie biologiche sulla salute ossea nei pazienti con BS, fornendo importanti evidenze sulla gestione di questa complessa patologia.

Per lo svolgimento del progetto, di cui è proponente la dott.ssa Elena Silvestri, viene richiesta la disponibilità a finanziare del tutto o in parte il progetto per un costo totale di 25.000€.

Chi fosse interessato può contribuire alla realizzazione del progetto mediante:

  • Donazione
  • Sponsorizzazione

(Pubblicato 03/12/2024)


Titolo del ProgettoConCura

Responsabile scientifico: Prof.ssa Rossella Marcucci

Sintesi del progetto: Il progetto denominato ConCura, e da svolgersi in collaborazione con alcune AFT del territorio della Regione Toscana  - è finalizzato all'implementazione di un percorso diagnostico-terapeutico nei pazienti a rischio cardiovascolare alto o molto alto. Scopo principale del percorso sarà quello di ottenere una ottimizzazione delle terapie ipolimepizzanti e di valutare l'impatto di un fattore di rischio emergente quale la lipoproteina (a). Verrà istituito un registro che raccolga pazienti a rischio CV alto e molto alto in accordo alle linee guida ESC 2019. Il percorso avrà la finalità di ottimizzazione del controllo lipidico in questi pazienti mediante l'utilizzo di tutte le terapie ad oggi disponibili, con la creazione di canali di comunicazione tra territorio (MMG) e specialista ospedaliero, che consenta una migliore presa in carico del paziente fra ospedale e territorio, l'adesione a terapie di secondo e terzo livello anche a pazienti distanti geograficamente dall'ospedale di riferimento. L'implementazione del registro e del percorso diagnostico-terapeutico verrà monitorato attraverso KPI di processo e clinici al fine di poter dimostrare l'impatto atteso dall'ottimizzazione del percorso. Per lo svolgimento del progetto viene richiesta la disponibilità di un finanziamento di Euro 50000,00 esclusa IVA.


Titolo del Progetto: App mobile GAIA! Per le infezioni in Gravidanza: aggiornamento contenuti e versione multilingua

Responsabile scientifico: Prof. Lorenzo Zammarchi

Sintesi del progetto: La prevenzione e il controllo delle malattie infettive in gravidanza sono essenziali per migliorare i risultati sia della salute materna che di quella del neonato. Per questo le gestanti dovrebbero ricevere un'adeguata assistenza prenatale che oltre ai test di screening comprende anche l'educazione e la preparazione a misure preventive che possono essere prese durante la gravidanza. Dal 2022 in Italia esiste un'applicazione per smartphone che prende il nome di GAIA! Sviluppata da una collaborazione tra il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell'Università di Firenze, il Centro di Riferimento della Regione Toscana per le Infezioni in gravidanza, l'AOU Careggi, Scarab Lab., CiaoLapoETS, il Centro della Regione per lo Studio delle Malattie Tropicali e Spindox. Questa applicazione è stata creata con lo scopo di guidare e informare sia professionisti sanitari che pazienti su diversi argomenti: Malattie infettive, Vaccinazioni e Antinfettivi. L'app GAIA! Al momento è disponibile in lingua italiana e fornisce agli operatori sanitari informazioni aggiornate per un processo decisionale e interventi efficaci, mentre le donne incinte beneficiano di risorse preventive accessibili e materiale didattico dettagliato. Lo scopo dell'attuale progetto è di aggiornare i contenuti dell'applicazione secondo le più recenti evidenze scientifiche e renderli disponibili anche in inglese e altre lingue oltre all'italiano.


Titolo del ProgettoStudio osservazionale sull'infezione da citomegalovirus in gravidanza in Italia (Megal-Itali)

Responsabile scientifico: Prof. Lorenzo Zammarchi

Sintesi del Progetto: Il citomegalovirus (CMV) è responsabile dell'infezione congenita più frequente in assoluto e costituisce la causa non genetica più comune di ipoacusia neurosensoriale infantile nonchè una importante causa di ritardo psicomotorio. L'infezione contratta in gravidanza può trasmettersi al feto nel 30-40% dei casi con possibilità di determinare danni permanenti in circa il 20% dei neonati. Nel 2020 èstato iniziato studio Megal-Itali il quale coinvolge attualmente 19 centri in tutta  Italia ed ha raccolto i dati relativi a più di 500 gestanti. Si tratta di uno studio retro-prospettico multicentrico italiano il cui scopo è quello di raccogliere dati clinici, laboratoristici, strumentali e principali outcome delle gestanti con infezione da CMV e i loro feti e/o neonati osservati presso i centri partecipanti e di valutare come si sta modificando l'approccio diagnostico-terapeutico nei confronti di questa problematica in Italia. Lo studio si configura attualmente come il più grande studio osservazionale italiano sull'infezione da CMV in gravidanza.


Titolo del ProgettoRuolo dell'infermiere nella riduzione delle disuguaglianze in tema di Salute Globale

Responsabile scientifico: Dott.ssa Antonella Mannini

Sintesi del progetto: Sviluppare la sinergia della teoria dell'Infermieristica Transculturale di Leininger e della teoria della Pratica Riflessiva di Schön, combinate con le esperienze pratiche (esperienza di lavoro o di volontariato), come leva di miglioramento personale e professionale; promuovere una crescita professionale orientata al rispetto della diversità, svantaggio e fragilità (anche come impegno etico e deontologico di quanti esercitano un lavoro di cura); favorire il rapporto di cura tra paziente (di ogni età) e professionisti della salute necessario per raggiungere la risposta migliore; contribuire alla ricaduta positiva in termini sociali e territoriali, mediante incontri sul tema e sull'importanza della multidisciplinarietà sia in ambito pratico che di ricerca. 


Titolo del Progetto: Registro prospettico impatto clinico delle terapie innovative nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica

Responsabile scientifico: Prof. Iacopo Olivotto

Sintesi del progetto: La cardiomiopatia ipertrofica (CMI) è una patologia primitiva del miocardio, caratterizzata dall'aumento dello spessore delle pareti cardiache in assenza di cause emodinamiche. La CMI è stata alungo una patologia orfana di trattamenti di precisione. Finoa ad oggi non abbiamo avuto terapie in grado di agire sui principali bersagli molecolari della malattia, nè modificare la storia naturale del processo miopatico cardiaco. Recentemente sono emerse terapie innovative e molto promettenti per il trattamento della CMI, con un meccanismo di azione specifico per questa tipologia. Obbiettivo del progetto è di implementare un registro nazionale finalizzato alla raccolta prospettica di datidel mondo reale di pazienti con CMI trattati con terapie innovative specifiche per la patologia. La partecipazione al registro è aperta a tutti i centri, universitari o ospedalieri, che seguano pazienti con CMI. La durata prevista del progetto è di 4 anni.

Ultimo aggiornamento

26.05.2026

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